Contro la violenza, il maltrattamento e l’abuso, telefona,
anche in anonimato al assistenti sociali e psicologi, ti aiuteranno a
individuare una via d’uscita.

²
Gruppo
clinico “Ricerca Azione”
²
Reti organizzative a sostegno delle donne
maltrattate
²
Sensibilizzazione e informazione
medici di base
Il
progetto è finalizzato a comprendere la percezione che gli operatori delle aree
di emergenza hanno circa il fenomeno della violenza sulle donne. Nel contempo
mira alla sensibilizzazione degli stessi rispetto: al problema del
riconoscimento e dell’individuazione del fenomeno; all’invio a servizi
specializzati in grado di fornire ascolto ed aiuto; alla possibilità di
svolgere un’azione di filtro all’interno del pronto soccorso.
Il
progetto è articolato in tre fasi:
·
Individuazione di due aree di emergenza della ASL
6;
·
Costruzione e somministrazione di un questionario
volto a sondare le conoscenze e la percezione del fenomeno da parte del
personale;
·
Rilevazione ed elaborazione dei dati acquisiti.
Dall'esperienza realizzata dagli operatori di "Telefono donna" è emerso che il fenomeno della violenza sulle donne in ambito familiare spesso non viene riconosciuto per diversi ordini di fattori. Ne sono esempi il silenzio collusivo delle donne, derivante da timori, pregiudizi e stereotipi culturali e sociali, e la difficoltà degli operatori a correlare forme di disagio e sofferenza psichica con storie pregresse e attuali, caratterizzate da violenza e maltrattamenti.
Obiettivi
di questo progetto sono:
·
Studio e ricerca bibliografica, epidemiologica e
clinica realizzati sul fenomeno e sui differenti modelli operativi;
·
Attivazione di un gruppo di auto-aiuto a termine,
a funzione analitica, condotto da due psicologi psicoterapeuti, come luogo di
riflessione e di potenziali elaborazioni, con possibilità di avvio di un gruppo
terapeutico mirato ad un'azione trasformativa a livello di identità femminile.
Il gruppo avrà durata di sei mesi, gli incontri saranno a cadenza settimanale, avranno una durata di 90 minuti, saranno completamente gratuiti.
L’attività
del telefono ha messo in evidenza che uno dei nodi critici di un intervento,
mirato al superamento del disagio connesso al maltrattamento, sia determinato
dalla difficoltà di individuare concretamente servizi, luoghi e azioni che
possano essere immediatamente fruibili dalla donna in difficoltà.
Il
progetto del Gruppo “Costruire Reti” quindi sviluppa l’integrazione di alcune
azioni atte a permettere l’ampliamento di un’efficiente rete cittadina e
distrettuale contro la violenza.
Inoltre, allo stesso tempo, gli interventi del Progetto saranno finalizzati ad un’informazione sui temi della Violenza e Maltrattamento che permetta di sperimentare nuove strategie e modalità finalizzate a creare una cultura di solidarietà verso le donne maltrattate.
I
medici di base sono coloro i quali hanno un contatto più immediato e diretto con
le famiglie e con gli utenti in genere, ma soprattutto con le donne. Sappiamo
benissimo che le violenze e l'abuso sulle donne si consumano spesso all'interno
delle mura domestiche e che tali violenze sono celate da un silenzio
difficilmente superabile.
Il
progetto ha come obiettivo generale favorire il riconoscimento e
l'individuazione da parte dei medici di base del fenomeno della violenza, del
maltrattamento e dell'abuso sulle donne, allo scopo di effettuare, ove
possibile, un invio presso i Servizi in grado di offrire ascolto ed aiuto.
I motivi che prevalentemente portano una
donna a celare la violenza subita sono da "ricercare" nell'imbarazzo,
nella paura di eventuali ritorsioni, nel timore di non essere credute e nella
scarsa fiducia nel sistema giudiziario in genere.
Il
tessuto sociale è la realtà dell'esistenza collettiva dove ognuno di noi vive.
Siamo consapevoli del fatto che lavorare nel sociale significa stare nella
realtà con la funzione di operarvi dei cambiamenti utilizzando gli strumenti che
sono a disposizione ed inventandone anche di nuovi quando ciò è possibile.
²
Fornire ascolto e sostegno a prime richieste di
aiuto;
²
Sostenere
la donna nel processo di ridefinizione del problema;
²
Restituire
a chi telefona informazioni e
riferimenti nuovi per iniziare un percorso di
cambiamento;
²
Contattare i Servizi
Sociali e Sanitari del territorio per offrire un "invio protetto";
²
Creare collegamenti con
Servizi Territoriali e Associazioni impegnate
nella stessa area d’intervento;
²
Promuovere momenti di
sensibilizzazione sui temi della violenza e del maltrattamento per gli
Operatori Aziendali.
DUE ANNI DI ATTIVITA’ DI “TELEFONO DONNA”
(15/09/99 – 15/09/01)
A due anni di attività di
“Telefono Donna” sembra opportuno riflettere sul lavoro svolto, dedicando un
po’ di attenzione alla lettura e all’analisi dei dati raccolti.
Una breve premessa sembra
comunque necessaria. “Telefono Donna” si configura come un servizio che la
A.S.L. 6 di Palermo offre a quelle donne che vivono situazioni di abuso,
maltrattamento e violenza.
I servizi impegnati in
questa attività sono: il Servizio di Psicologia, il Servizio Sociale, il
Sevizio di Tutela Materno-Infantile e l’Ufficio Legale dell’azienda. Gli
operatori impegnati nel lavoro quotidiano di risposta telefonica sono 10
Assistenti Sociali e 10 Psicologi.
Le telefonate pervenute in
questi due anni di attività sono state 597 di cui 435 prime telefonate e 162
successive (Tab. 1).
|
TELEFONATA
|
|
|
|
PRIMA |
435 |
73 |
|
SUCCESSIVA |
162 |
27 |
TOTALE |
597 |
100 |
(Tab. 1)
I mesi nei quali si è
ricevuto un maggior numero di telefonate sono quelli in cui il gruppo di lavoro
si è maggiormente impegnato in opera di sensibilizzazione e pubblicizzazione
del servizio.
L’utenza nel 55% dei casi ha
telefonato da Palermo e provincia, l’ 8% di telefonate è pervenuto dalla
Regione Sicilia e il 25% dal resto d’Italia (Tab. 2).
|
PROVENIENZA |
|
% |
|
PALERMO |
192 |
44 |
|
PROVINCIA |
50 |
11 |
|
REGIONE |
33 |
8 |
|
NAZIONE |
107 |
25 |
|
NON RILEVATA |
53 |
12 |
|
TOTALE |
435 |
100 |
(Tab. 2)
Quest’ultimo dato
evidenzia da una parte che il nostro
servizio ha avuto una risonanza a livello nazionale, dall’altra la necessità
che servizi di iniziativa pubblica come il nostro siano presenti sul resto del
territorio nazionale. Relativamente al 12% di telefonate per le quali risulta
non rilevata la provenienza, si sottolinea che spesso l’utenza stessa non ha
voluto precisarla, fatto questo che ci induce a supporre che sia la paura per
la propria incolumità e per quella dei figli che ancora spinge la donna a
tenere occulta la violenza e a non rivelare la propria identità, e a farci
supporre dunque che buona parte di queste telefonate provengano da Palermo.
Il fatto che il nostro sia
un servizio in risposta ai bisogni della donna non ha impedito che l’ 11% delle
prime telefonate provenisse da uomini che dunque hanno mostrato solidarietà
verso le problematiche femminili (Tab. 3).
|
SESSO |
|
|
|
DONNE |
387 |
89 |
|
UOMINI |
48 |
11 |
|
TOTALE |
435 |
100 |
(Tab. 3)
Nel 34% delle telefonate
l’età non è stata rilevata dagli operatori. Ciò può trovare spiegazione nel
fatto che spesso il contenuto altamente emotivo e di grande sofferenza ha messo
in secondo piano la rilevazione di alcuni dati obiettivi. All’interno dei dati
rilevati emerge una percentuale del 11% relativa alla fascia d’età compresa tra
i 18 e i 25 anni seguita da quella compresa tra i 46 e i 50 anni (10,5%)
(Tab.4).
|
ETA' |
|
|
|
…..18 |
5 |
1 |
|
18-25 |
48 |
11 |
|
26-30 |
34 |
8 |
|
31-35 |
42 |
10 |
|
36-40 |
43 |
10 |
|
41-45 |
29 |
6.5 |
|
46-50 |
46 |
10.5 |
|
51-55 |
17 |
4 |
|
56-60 |
7 |
1.5 |
|
61….. |
17 |
4 |
|
N. R. |
147 |
33.5 |
|
TOTALE |
435 |
100 |
(Tab. 4)
Risulta nella maggior parte
dei casi (81,5%) che è la persona interessata a telefonare ed in misura minore
i familiari (10%), seguiti da “terzi” (8%) (Tab. 5). Questo dato ci può
confortare nella direzione di una maggiore consapevolezza e reattività
acquisita dalla donna.
|
CHI TELEFONA |
|
|
|
DIRETTAMENTE INTERESSATA |
354 |
81.5 |
|
FAMILIARE |
44 |
10 |
|
TERZI |
35 |
8 |
|
N.R. |
2 |
0.5 |
|
TOTALE |
435 |
100 |
(Tab. 5)
Risultano numericamente
significativi gli episodi denunciati di violenza intrafamiliare agita dal
partner (marito/convivente) (Tab.6). Nella stessa tabella 6 la voce “altro
problema” è stata inserita in quanto nel 37% dei casi le problematiche esposte
dall’utenza non erano strettamente inerenti alle problematiche di abuso e
maltrattamento. A questo dato possono essere attribuiti due significati. Da un
lato è pensabile che una parte di utenza non avesse del tutto chiaro il senso
della linea telefonica, dall’altro è possibile che in questo comportamento si
nasconda il tentativo di sondare la disponibilità del servizio per trovare in
esso la possibilità di verbalizzare la propria sofferenza.
TIPOLOGIA VIOLENZA
|
|
FISICA |
PSIC. |
SESS. |
F.P.S. |
PR. RELAZ. |
ALTRO |
TOT. |
% |
|
PADRE |
3 |
|
2 |
1 |
|
|
6 |
1 |
|
MARITO\CONVIVENTE |
62 |
40 |
3 |
56 |
1 |
43 |
205 |
47 |
|
FIGLI |
6 |
1 |
|
1 |
|
1 |
9 |
2 |
|
FRATELLI |
1 |
|
1 |
|
|
|
3 |
1 |
|
ALTRI PARENTI |
1 |
|
|
|